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domenica 19 febbraio 2017

CERCASI SEGRETARIO-IN LOMBARDIA NON E' UN CASO ISOLATO

Cercasi segretario 

In Lombardia non è un caso isolato

L’unione di comuni del cremonese è, comunque, in “buona” compagnia: negli ultimi anni si sono moltiplicati in tutta la Lombardia i casi di richiesta di trasferimento, dimissioni, abbandono e quant’altro della carica di segretario comunale che hanno seriamente compromesso l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa.

In provincia di Cremona c’è un’unione di comuni - i 5.470 abitanti dei comuni di Casalmorano, Castelvisconti, Cumignano sul Naviglio, Genivolta, Paderno Ponchielli e Ticengo - che è rimasta senza segretario comunale e al momento non ha ricevuto alcun feedback o riscontro positivo da parte della Prefettura sulla possibilità che questa figura, fondamentale per il buon funzionamento dela macchina amministrativa, venga sostituita.
A raccontare la vicenda a Strategie Amministrative.it è Alberto Sisti, sindaco di Castelvisconti, la cui frustrazione si mischia alla preoccupazione di non potere dare risposte e servizi ai cittadini, in un periodo in cui ai molti adempimenti istituzionali ordinari che incombono sui comuni in questo periodo (approvazione di Bilanci di previsione e Consuntivi), si aggiungono scadenze da rispettare pena la decadenza di provvedimenti già assunti. “Siamo rimasti senza segretario all’improvviso e con un preavviso ridot tissimo; non abbiamo potuto opporre alcuna obiezione alla volontà di chi ricopriva questa carica di – parole sue – trovare un lavoro più comodo e meno ripartito tra comuni distanti tra loro. E non abbiamo potuto fare altro che chiedere aiuto alla Prefettura perché si attivi con ogni modalità possibile, anche ricorrendo ai segretari disponibili nelle province limitrofe”.

Al momento dalla Prefettura nessuna risposta
Procedura corretta, ma la risposta è stata negativa: “Nessuno pare essere disposto o interessato a venire a lavorare qui da noi”, spiega ancora Sisti. Che aggiunge: “Capisco che la gestione di una unione di comuni sia complessa, ma proprio per questo è ancora più frustrante che non ci venga data la possibilità di scegliere, per esempio, un segretario non di prima nomina ma di terza fascia. Non avendo un comune che ha più di 3mila abitanti, non possiamo affidarci a professionisti con una competenza e esperienza di lungo periodo, che invece sarebbero l’ideale per il ruolo e le mansioni da ricoprire”. In attesa che la situazione si sblocchi, di fatto 32 impiegati comunali sono senza capo del personale. E dalla prefettura, nessuna notizia.

venerdì 13 gennaio 2017

CONSIGLIO COMUNALE

CONSIGLIO COMUNALE

 GIOVEDI' 13 GENNAIO ORE 21,15

ANNULLATO E RINVIATO A DATA DA DESTINARSI


giovedì 5 gennaio 2017

martedì 3 gennaio 2017

MIGRANTI, ARRIVA IL GIRO DI VITE.

Stretta sui migranti irregolari.
Controlli, nuovi Cie e rimpatri.
Il Viminale: basta con gli ordini di espulsione che 
restano sulla carta. 
La circolare del capo della polizia ai prefetti: 
“Rintracciate gli illegali”


«Severità e integrazione», la nuova linea dettata in materia di immigrazione dal ministro dell’Interno, Marco Minniti. Che sta affrontando la gestione della sicurezza senza timore di prendere decisioni controverse per il «suo» mondo di centrosinistra. Così è stato per le festività blindate, così sarà per i clandestini, che dovranno essere rimpatriati sul serio, come vuole la legge. Minniti l’ha annunciato nel chiuso di un comitato per la sicurezza a Milano due giorni fa, presente il Governatore lombardo Bobo Maroni, che non a caso quand’è uscito sprizzava soddisfazione. Ora, a dare corpo alle direttive politiche del ministro, arriva anche una circolare del Capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, che invita tutti i prefetti e i questori a predisporre un grande piano di «rintraccio» degli immigrati illegali, affinché siano portati nei Cie e rimpatriati in massa. Non ordini di espulsione che restano sulla carta (vedi quello intimato proprio a Amri nell’estate del 2015), ma accompagnamento fisico fino al Paese di appartenenza. 

S’annuncia dunque una nuova gestione muscolare della questione immigrazione, peraltro condivisa a livello di governi europei. Anche la Germania, dopo lo choc di Berlino, ha annunciato di voler procedere sul serio ai rimpatri degli immigrati che non hanno diritto a restare. L’Austria propone di ricontrattare gli aiuti internazionali per quei Paesi che non accettano i rimpatri. Il tema, insomma, è maturo. E anche l’Italia archivia l’approccio più lasco. 

Scrive perciò Gabrielli, che «il controllo e l’allontanamento degli stranieri irregolari» consentirà di «intercettare fenomeni di sfruttamento e di inquinamento dell’economia collegati a forme di criminalità organizzata». Non solo. Sullo sfondo c’è anche l’incubo del terrorismo. Il rischio è che i jihadisti approfittino dell’area grigia dell’immigrazione clandestina per nascondersi. Perciò - scrive Gabrielli - una seria attività di «rintraccio» e di espulsione degli illegali varrà anche come «prevenzione e contrasto nell’attuale contesto di crisi». Obiettivo finale: «Mantenere il territorio sotto controllo».  

Ebbene, «per le ragioni sopra esposte», il Capo della polizia dà indicazione ai prefetti e ai questori di predisporre, ciascuno nella propria provincia, a piani straordinari «attraverso una specifica attività di controllo delle diverse forze di polizia». Tutte le forze di polizia - dalla Ps ai carabinieri, alla Finanza, perfino ai vigili urbani - saranno coinvolti nel corso del 2017 in questo massiccio piano di controlli, identificazione, trattenimento ed espulsione coatta. Sarà una grande attività di «contrasto dell’immigrazione irregolare», ma anche al caporalato, «allo sfruttamento della manodopera» e alle varie forme di criminalità che «attingono al circuito della clandestinità».  

Naturalmente, perché il piano possa funzionare, occorrerà che tutto il sistema vada a regime. Serviranno nuovi Centri di identificazione ed espulsione (erano ridotti al lumicino, ma si sta lavorando a riattarli e sono già disponibili 1600 posti) e nuovi accordi di riammissione con i Paesi d’origine dell’immigrazione. Quelli che funzionano sono appena quattro, con Tunisia, Nigeria, Egitto e Marocco. Ne occorrono molti altri. Meglio se concordati a livello di Unione europea. Il nuovo ministro degli Esteri, Angelino Alfano, sa bene di che cosa si parla. Si era molto lamentato negli anni scorsi che non si spingeva abbastanza per i rimpatri; ora il tema è in cima anche alla sua agenda.  

lunedì 2 gennaio 2017

UNIONE LOMBARDA SORESINESE: INSIEME 7 COMUNI 10.496 ABITANTI


Annicco 2.049 - Azzanello 656 - Casalmorano 1.622 - Castelvisconti 309 - Genivolta 1.248 -

Paderno Ponchielli 1.439 - Sesto ed Uniti 3.196